Origine del nome ‘Parma’: una questione ancora aperta

 

SERGIO MUSSI

Premessa

L’occasione della ricorrenza dei 2200 anni dalla fondazione della città di Parma mi ha indotto ad un approfondimento sull’origine della parola parma, ae (gr. πάρμη, πάρμα, dial. pärma / pèrma), convinto che le ipotesi etimologiche note non siano soddisfacenti sul piano linguistico e toponomastico. Pertanto, muovendo dalla loro riconsiderazione, ben lontano dal voler esprimere qui convinzioni assolute sul significato del toponimo, mi permetto di avanzare alcune ipotesi con l’auspicio che fungano da stimolo per un utile scambio d’opinioni fra studiosi ed appassionati della materia. Allo scopo di reperire qualche elemento in più ho intrapreso una ricerca metodologica ponendo particolare attenzione all’aspetto del territorio e alla vegetazione delle zone oggetto della mia indagine. Essa ha comportato l’uso di appositi manuali e dei più moderni strumenti della conoscenza, la verifica delle fonti classiche in cui il nome è attestato, la consultazione della relativa bibliografia, la visione della cartografia recente e storica nonché la localizzazione di vari nomi di luogo che portano la radice palm / parm-. Da un’accurata indagine toponomastica è emerso che quest’ultima sta alla base di un numero considerevole di toponimi e di parole somiglianti che si trovano presso alcune aree geografiche dell’Occidente europeo, dell’Asia Minore e della Russia rivelatisi fondamentali per questo studio. Auspico quindi che possano diventarlo anche per eventuali prossimi futuri studi che si prefiggano di restituire al toponimo ‘Parma’ un senso plausibile.

 

Le fonti antiche

Le testimonianze più antiche inerenti il nome Parma e l’etnico parmensis ce le consegnano le fonti classiche che parlano di una città costruita ad opera dei Romani nel 183 a.C., contestualmente a quella di Modena, in una zona della pianura Padana dominata un tempo dagli Etruschi e poi dai Galli Boi1. Del toponimo, la cui struttura è rimasta inalterata nel tempo, si riportano qui di seguito i passi tratti da alcune importanti opere latine dov’è citato: T. Livio Ab Urbe Condita [lib. XXX, 55, CIL V, 8659], …Eodem anno Mutina et Parma Colonia Romanorum civium sunt deductae: bina millia hominum, in agro qui proxime Bojorum, ante Tuscorum fuerat, octona jugera Parmae, quina Mutinae acceperunt; Plinio, Naturalis historia [lib. III, 115]2 Intus coloniae Bononia, Felsina vocitata tum cum princeps Etruriae esset, Brixillum, Mutina, Parma, Placentia; Strabone, Eprigrafe [I. 5.], Urbes cis Padum, et apud Padum illustres sunt Placentia, et Cremona, proximae, media ferme regione: inter has vero, et Ariminus, Parma et Mutina, ac Bononia; Tolomeo, In Gallia Togata urbes sunt hae; Placentia, Fidentia, Brixellum, Parma colonia3. Tuttavia, a parlare di una dominazione etrusca della pianura Padana fu ancor prima Catone4, …in Tuscorum iure paene omnis Italia fuerat, notizia che poi diffonderà Servio dopo averla appresa leggendo Virgilio [Servio, ad Aen. XI, 5607, fine sec. IV]. La più tarda è dell’Anonimo Ravennate [IV, 33, sec. VII]: Iulia Chrysopolis que et Parma.

 

Il toponimo Parma (dial. pärma)5

È noto che rispetto alle possibili origini di un insediamento preromano nella zona ora occupata dalla città di Parma storici, scrittori, geografi greci e latini avevano opinioni controverse. Del resto, l’assenza di testimonianze scritte più antiche vedono tuttora schierati su posizioni differenti gli esperti di quelle discipline ai quali, oggi, vanno aggiunti linguisti, archeologi e toponomasti, ovviamente anche per quanto concerne  l’etimo della parola6. Non è dato sapere il periodo storico in cui il nome si è fissato e nemmeno se sia stato usato per significare un sito di frequentazione preromana, un aspetto del territorio o la fondazione romana stessa, ma tutto lascia pensare che alla base della parola parma vi sia una radice latino-indoeuropea. Lo studio etimologico del toponimo ha permesso di individuare due radici di diversa natura che potrebbero aver concorso alla sua formazione e che sono le seguenti:

a) La prima di origine indoeuropea parm-, alla quale è stata affissa la vocale –a7 a formare ‘parma’ (parm-a < parma).

b) La seconda con il verbo lat. paro8, con l’aggiunta del suff. -ma, con esito ‛parma’ (paro-ma < parma).

Elena Triantafillis al riguardo espone questa valutazione: “Non è escluso che la radice possa essere stata costruita anche per creare etnonimi sul modello uno/unus, quali per esempio l’etrusco Parmni o Parmnial9, com’è avvenuto per gli etnici Enotri, Eneti, Bruttii e similari, applicata a gruppi di genti che si sono aggregati o legati tramite un patto col significato di ‛popolo’ che si è fuso in uno”10. Le radici latine parm-, perm- nel corso dei millenni avrebbero contribuito a formare antroponimi, gentilizi e vari toponimi alcuni estinti o cambiati di nome. Tuttavia di tali toponimi ancor oggi se ne possono riconoscere un numero considerevole presso i territori di aree linguistiche differenti e fra loro geograficamente molto distanti, dove si distinguono anche nel significato, condizione che andrebbe a sostegno dell’ipotesi di una loro origine indipendente. Infatti, le radici parm-, perm-, si riscontrano anche presso alcune lingue finniche quali l’Estone ed il Permico11, quest’ultima parlata dai Permiachi e dai Sirieni, minoranze linguistiche componenti il gruppo etnico dei Komi12, oggi detti Komi-Ziriani: gente che vive nel Land Perm, regione dell’omonima repubblica autonoma situata nel nord-est della Russia aldilà degli Urali13. Sulla lingua dei Komi esistono molti trattati che tendono a dimostrarne la relazione con l’indoeuropeo, ma se sul piano linguistico alcuni studiosi affermano di aver portato riscontri oggettivi14, su quello archeologico i risultati appaiono ancora alquanto modesti15. In quel territorio esiste una località posta a monte della confluenza tra i fiumi Reka Usa e Reka Kolwa, affluenti del Reka Pechora, che porta il nome Парма ‘Parma’16 come la città emiliana, parola che viene usata da quel popolo anche per significare la taiga17 e per indicare un rilievo boscoso del paesaggio. Tale tipologia ambientale sembrerebbe trovare conferma nel toponimo ‘Pärmistö’ situato presso la località Padasjoki in Finlandia. Giuseppe Grassi18, nel suo Dizionario, alla seconda accezione del nome Parma scrive: fu anche dato traslativamente il nome di ‘parma’ ad alcune opere di fortificazione e riprendendo Paolo Segneri19: tra l’altre fortificazioni, avevano i cittadini di Mastrìc20 innalzato avanti alla porta che conduce a Brusselles, un gran rivellino, chiamato da lor Parma, o vogliasi dire scudo della porta. In questo contesto è doveroso citare anche l’elmo bronzeo di Marburg, città della Germania situata nella regione dell’Assia, di probabile fattura greca21, conservato presso il Museo Archeologico di Vienna, sul quale è incisa una scritta che conterrebbe il vocabolo parmeisui o Parmesiii. Il primo a studiarne l’incisione fu il Mommsen22, ma sulla sua interpretazione i pareri non sono unanimi23.

 

I termini Palma / Parma

Il termine ‛palma’ o ‘palmo’ è usato per significare più cose fra le quali figurano la pianta delle arecaceae, la zampa dei palmipedi, il ‘palmo’ della mano, la ‘palma’ quale pampino della vite, la ‛palmite’ (termine rustico usato per indicarne il tralcio rampicante o, per metonimia, la vite stessa), ‘Palma’ (isola di… varie), infine il ‛parma’ o parma thraecidica, scudo rotondo della misura di due piedi usato dai guerrieri Traci (i Thraeces) e dai Veliti: … i più giovani e i più poveri fanti arruolati dall’esercito Romano24.

 

Le ipotesi etimologiche note

Delle proposte etimologiche più ricorrenti, degna di particolare attenzione è quella che vuole il toponimo quale traslato geomorfico riflettente il lat. parma, ‘scudo piccolo e tondo’, con allusione alla forma circolare della città. Tuttavia tale ipotesi non è mai stata accompagnata da una proposta etimologica convincente ed un’analisi toponomastica sostenibile. Si tratta, a mio avviso, di una supposizione che rivela tutta la sua debolezza in quanto presenta due evidenti criticità:

a) Da un lato considera come elemento certo l’origine latina del termine e ciò non è dimostrabile25;

b) Dall’altro ignora che l’impianto urbano della città romana, che era formato dal classico rettangolo (castra) caratterizzato dal decumano e dal cardo, non mostrava alcun “disegno” tondeggiante o a scudo.

Infatti, anche per la città di Parma, ne è riprova la forma rettangolare del classico accampamento romano che si estendeva per un’ampiezza di 25 ettari, come hanno rilevato gli studi archeologici aggiornati26. Un’altra ipotesi si regge sull’idea che la colonia Iulia Augusta Parmensis abbia preso il nome da la Parma27 (loc. dial.), il torrente che gli scorre appresso. Al riguardo è risaputo che nell’ambito della denominazione orale dei toponimi in genere sono i corsi d’acqua ad ereditare il nome da luoghi omonimi che si trovano lungo il loro corso e non viceversa; però oggi è alquanto raro individuarli in quanto ormai estinti o cambiati di nome a causa di una maggiore parcellizzazione del territorio che è andata sempre aumentando nel corso degli ultimi millenni. Relativamente al toponimo ‘Parma’ esistono infine altre ipotesi che non portano a riprova della loro fondatezza elementi basati sulle regole della linguistica o della disciplina toponomastica, ma si caratterizzano per essere il solo frutto di semplici sensazioni personali. Per questo ritengo che esse non abbisognino di avere qui altra risonanza.

 

Una nuova proposta

Rispetto a quanto ampiamente sopra argomentato, la mia proposta etimologica “aperta” è frutto di un’analisi che induce a considerare non del tutto convincente la spiegazione del toponimo prendendo dal lat. parma ‘scudo bronzeo tondo’ o ‘scudo piccolo e tondo’, da cui il traslato “città dalla forma di scudo”. Pertanto ho ritenuto più logico riflettere sulla funzione dell’arma piuttosto che sulla sua forma, dato che mi sono sentito influenzato dalla mancanza di notizie certe che lo indicano realmente di foggia tonda. I dizionari di latino più accreditati, alla voce parma, accolgono anche il significato di ‘palmo’, dal quale ho tratto lo spunto per elaborare una nuova ipotesi. L’antico gesto religioso dell’imposizione del palmo delle mani sul capo della persona aveva lo scopo di invocare la protezione di Dio. Tale Auspicio viene chiesto anche nella benedizione del viaggiatore, la Irisch Blessing, impartita al pellegrino dai monaci irlandesi: Possa Dio tenerti nel palmo della Sua mano. Similmente nell’immaginario collettivo la ‘palma’ rappresentava la pianta sotto la quale il viandante trovava riparo dalla luce del sole e dalla pioggia. Allo stesso modo per i popoli nordici la foresta rappresentava il luogo protetto. Se esiste realmente una ragione per la quale ad uno scudo dalla forma rotonda e concava al suo interno, fu dato il nome parma, ci sono buone probabilità che ciò sia avvenuto per effetto della comparazione con la tipica chioma della ‘palma’ che ha le stesse fattezze. Quindi, se da un lato ‘il palmo’ o ‘la palma’ potevano essere assunti a simboli di protezione, dall’altro lo scudo è arma che ‘protegge’ il corpo ‘opponendosi’ ai fendenti dell’avversario. Ciò premesso espongo qui di seguito le mie proposte etimologiche:

a) Parma è sostantivo formato dalla radice latino-indoeuropea parm-, da ‛palmo’28 (palmo < parmo), con successivo passaggio a ‘palma’ (palma < parma) per dissimilazione (l < r), pertinente alle lingue di alcuni popoli, da cui il concetto di ‘copertura’, ‘protezione’29 ‘difesa’ e per estensione ‘fortificazione’. Il senso è quello di ‘luogo coperto, protetto’ o ‘luogo sicuro’.

b) Parma è deverbale del lat. paro, qui nell’accezione di ‛arrestare’, ‛opporsi’, ‛presentarsi avanti’30, più l’aggiunta del suff. -ma con esito ‛parma’. Il significato sarebbe quello di ‘luogo che si offre di fronte’, ‛penetrare’.

Esiste un’altra possibilità ed è quella che il toponimo possa derivare da un gentilizio etrusco derivato da Palma31, prestito del latino volgare, che avrebbe contribuito a formare toponimi, idronimi e antroponimi, ma che al momento non sposo pienamente perché i dati a mia disposizione sono insufficienti.

 

Conclusioni

A mio avviso un rinvio alla nozione di ‘copertura / protezione’ significata da palma giustifica ampiamente la possibilità di una nascita indipendente di molti toponimi fondati sulla stessa radice: giustifica, insomma, una poligenesi. Di conseguenza questa ipotesi etimologica risulta “economica” anche nel caso di Parma e, allo stesso tempo, è sostenibile e logica perché spiega la vasta diffusione di toponimi a base parm-. Tutto lascia propendere per una fissazione del toponimo in epoca preromana. Non è dato sapere quando e se, e ad opera di chi, Liguri, Celti, Galli, Etruschi, ma dalle informazioni su esposte emerge con evidenza una sua maggiore diffusione in area Toscana ed in Emilia, zone della prima etruschizzazione.

 

La diffusione in Italia dei toponimi derivati di Parma e Palma

Lombardia: Parmezzana, (dial. Parmezzàna) Calzana, Monticelli Brusati (BS); Parmina (via), Montichiari (BS). Veneto: Parmesana, Monticelli Conto Otto (VI); Parmesàn, promontorio (anche Parmesòn), Speccheri di Vallarsa (TN), dov’è esistito l’omonimo villaggio, oggi scomparso. Emilia Romagna: Parma32, dial. pèrma; Parmetta (la), idronimo, Sesta Sup. Bosco di Corniglio (PR); Parmetta (la), idronimo, canale artificiale affluente del T. Enza, Mezzani Inferiore (PR); Parmossa (la), idronimo affluente del fiume Parma, Schia Pian della Ghiaia (PR); Parmossa (casa), Albazzano (PR); Parmigiana (la) podere, Mercore di Besenzone (PC); Palmirano, Voghiera (FE). Copermio, dial. Cò pèrmi, dal lat. Caput Parmae, Mezzani (PR). Liguria: Palmaria (isola della), ant. Parmaria (dial. parmàia33, a parmaea) vd. MGH: “anno dominicae incarnationis 242, … apud insula Parmarias Anastasia”, cl. 1, p. 524. Toscana: Parmigiano, Querce (LU); Parminiana/o, (ant. parmeniano / parmuniano), estinto Coldisacco (LU),’ “nec non in loco qui dicitur Parminiana, sive Coldisacco…”; Parmigno (ant. Parmignano), Vaiano (PO); Parmigiani (Valle), Cecina (LI); Parmolaia (podere), Ville di Corsano, Monteroni d’Arbia (SI); Parmolaina (podere), Ville di Corsano, Monteroni d’Arbia (SI); Parmoleto (podere), prob. lat. palmula + -eto, (gallico Paumolle, it. Parmarola, con possibile riferimento alla pianta dell’orzo34), Val d’Orcia (GR); Parmoletino (podere), Cinigiano, Castel del Piano, Montenero d’Orcia (GR); Parmoletone (podere), Castel del Piano, Montenero d’Orcia (GR); Camparma (?), (forse contrazione di Campo d’Arma) case sparse, Sovara di Anghiari (AR); Parmigno, già Parmignano, Faltugnano (PO); Parmignola, località scomparsa, posto di guardia sulla strada Romana, Fosdinovo (MS); Parmignola (la), idronimo, Massa-Carrara (MS); Parmola (Fosso di), idronimo, Fosdinovo (MS)35,36. Palma (Cà della), Castiglione di Garfagnana (LU); Palma (Foce, Rio), Castiglione della Pescaia (GR); Palmaiola (Isola di), Elbano di Rio Marina (LI); Palma (Piàn di ), Manciano (GR); Palma (S. Martino alla), Scandicci (FI); Palmaia, loc. Bagni di Lucca (LU); Palmata, frazione (LU). Marche: Palmiano (AP), dial. parmià, abit. parmianèse. Lazio: Palmarola, frazione di Roma; Palmarola (isola di), isole Pontine (LT). Campania: Parmarola, isola ponziana; Parmiano (Contrada), (anche Palmiano) Pagliarone, Acerra (NA); Palma Campana (NA), dial. pàrme, abit. parmese -ise. Puglia: Palmariggi (LE), dial. parmarrìci, abit. parmaricìnu, -ìni. Calabria: Palmi (RC), dial. pàrmi, abit. parmisànu, -isàni. Sicilia: Palma di Montechiaro (AG), dial. a pàrma, abit. parmìsi.

 

Fig. 1. La diffusione in Italia dei toponimi con base parm-, palm-

La diffusione del toponimo Parma e i suoi derivati presso alcune aree del vecchio continente

Russia: Parma (Парма), è situata presso Usinsk (Усинск), Repubblica dei Komi; Perm’ (Пермь), regione della Russia, v. anche il Land Perm’. Finlandia: Pärmistö (il rilievo?), Padasjoki. Turchia (Anatolia): Parmana o Parmanna (ant. estinto); Parmashapas1 (ant. estinto); Paramanzana2 / Parminassa, era il classico Prymnessos presso l’attuale villaggio di Sülün; Parminasa (ant., forse lo stesso Parminassa); Parmin(i)ta (ant. estinto); Parmina (ant. estinto); Parminjia (ant. estinto); Parmenius (idronimo), it. Parmenio3, scorreva fra il Monte Silpio e il Colle Stauris (Antiochia); Parmakören (villaggio), Kütahya Merkez, provincia di Kütahya; Parmaksiz Köyü, Mahallesi, distretto di Hayran; Grecia: Perama. Siria: Palmira (tempio di).

 

Indice degli antroponimi a base ‘parm-’.

Parmanna; Parména; Parmenia; Parmenide; Parmenio / Parmenius; Parmeno; Parmina / Pàrmina / Palmina; Parmino.

 

Indice degli idronimi a base ‘parm-’

Parmignola (La), Massa – La Spezia); Parmola (Fosso di), Fosdinovo di Massa- Carrara, attestato nel sec. XIII come ‘Palmola’; Parmossa (La), affluente del T. Parma; Parmetta (La), affluente di sinistra del T. Enza; Parmetta (La), Parma, antico canale artificiale affluente di sinistra del T. Enza (Cfr. Parmashapas40, Parmashapas, Rio di …, Anatolia, Turchia).

 

Indice delle isole che portano il nome Palma

Palma (isola), mare Adriatico, di fronte all’abitato di Porto Palma, Meleda (Croazia); Palmaiola (Isola di), Elbano di Rio Marina (LI); Palmaria (isola della), ant. Parmaria, dial. parmàia, a parmaea (SP), al riguardo si veda il lat. parmārĭa, ‘di Palma’; Palmarola (ant. Palmārĭa), isole Ponziane (LT);

 

Ringraziamenti

Lo studio è stato possibile grazie alla gentile consulenza della professoressa Elena Triantafillis del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università Cà Foscari di Venezia cui va la mia stima e il mio ringraziamento. Un grazie particolare anche agli amici Cristina Anghinetti, Lorenza Bronzoni, Manuela Catarsi, Lorenzo Coser, Paolo Calastri, Leonardo Farinelli, Patrizia Moradei, Giorgio Petracco ed Enrica Salvatori i quali mi hanno fornito aiuto e preziose informazioni.

 

Note

1 Marcato 1997, UTET.

2 Conte, Barchiesi, Ranucci (edd.) 1982-1988, Storia naturale, Torino (trad. libri 1-11: Barchiesi, Borghini, Centi, Corsaro, Giannarelli, Marcone, Ranucci; 12-27: Aragosti, Centi, Consolino, Cosci, Cotrozzi, Fantuzzi, Lechi, Perutelli; 28-32: Capitani, Garofalo; 33-37: Corso, Mugellesi, Rosati), E-R, ibc, Plinio il Vecchio, 78/79 d.C., Istituto per i beni artistici culturali e naturali.

3 Altre attestazioni in Cicerone [In Philippica, XIIII] e Marco Valerio Marziale [Epigrammi, III, ; VI, 35, 5].

4 Sassatelli – Macellari 2009, La questione delle origini di Parma e del suo nome, TUSCORUM AGER, in Storia Romana, Parmnie, p. 122 123.

5 La vocale ä della forma dialettale è fonema intermedio tra a ed e aperto (a tendente ad è).

6 Sassatelli – Macellari 2009, La questione delle origini di Parma e del suo nome, TUSCORUM AGER, in Storia di Parma II, Parma Romana, pp. 122-124.

7 Questa vocale, nell’uso antico assunto nel criterio della denominazione toponomastica, attribuisce ad un termine il valore di cosa ‘larga’, ‘ampia’, nel confronto con una cosa più piccola e non già quello di genere femminile.

8 Walde-Hoffman 1938, Latinisches Etimologysches Wörterbuch, Heidelberg, pp. 256, 257.

9 Cfr. Pittau 2012, Lessico italiano di origine etrusca, pp. 103,104.

10 Triantafillis Elena, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari, Linguistica Storica,   Università degli Studi di Padova.

11 Gruppo linguistico del finnopermico che assieme alle lingue ugriche appartiene al ceppo delle ugrofiinniche.

12 Arc. ‘populo’, sostantivo usato nell’antichità per definire l’unione di più genti che decidevano di formare in un unico gruppo, da cui l’etnico stabilito.

13 Hausenberg 1998, The Uralic Languages, Komi, pp.. 305, 306.

14 Riese 1998, Permian, The Uralic Languages, Edited by daniel Abondolo, Routledge, London and New York, pp. 249-274.

15 Ashikhmina 1997, Migration of the Indo-Europeans to the Northern Sub- Urals, according to Archeological data.

16 La parola ‘Parma’ è il risultato della traslitterazione dal cirillico Парма  (Парма  >  Parma) ottenuto tramite il sistema di trascrizione internazionale  IPA.

17 Ashikhmina 1997, Indo-European migrations and a Komi legend about pera the giant, pp. 291-293, p. 292.

18 Grassi 1883, Dizionario Militare Italiano, vol. 3, p. 172.

19 Segneri (1624 – 1694), studioso e predicatore gesuita.

20 Si tratta dell’attuale Maastricht (Belgio), dove un tempo si parlava una variante dialettale del francone.

21 Kukahn 1936, Der griechische Helm, Marburgo.

22 Bertrand – Perrot 1888, Le casque de Marburg, Revue Archéologique, VIII, Forgotten Books, Paris, pp. 189-192.

23 Kukahn 1936, Der Griechische Helm, Marburgo.

24 Polibio, Storie, VI, 17-30 (1), da Roma, ordinamento del governo repubblicano e “l’esercito”, Edizioni Paravia.​_

25 Walde-Hoffman 1938, Latinisches Etimologysches Wörterbuch, Heidelberg, p. 256.

26 Catarsi 2009, Storia di Parma. Il contributo dell’Archeologia in Parma Romana , Mup Editore.

27 Dial. la pèrma, contrazione dell’espressione “l’acqua parma” dove il toponimo è preceduto dall’articolo ‘la’, che lo rende al femminile, in quanto condizionato dal f. acqua.

28 Walde-Hoffman 1938, Latinisches Etimologysches Wörterbuch, Heidelberg, p. 256.

29 Cfr. Bognolo, Panlessico Italiano, vol. 4, cl. 1, p. 1050, p. 256.

30 Walde-Hoffman 1938, Latinisches Etimologysches Wörterbuch, Heidelberg, p. 256.

31 Fra i vari possibili gentilizi etruschi è documentato anche un Parmeal che compare nella Epigrafia etrusca tarquiniana (Tarquinia), cfr. J. Kaimio 2017 (a cura di) ACTA INSTITUTI ROMANI FINLANDIAE, THE SOUTH ETRUSCAN CIPPUS INSCRIPTIONS (SECI), Roma, vol. 44, p. 30.

32 Cfr. Vilar 2011., Lenguas, genes y culturas en la prehistoria de Europa y Asia suroccidental.

33 Cfr. Lena 1982, Nuovo Dizionario del Dialetto SpezziBibliografiano, Parmàia, La Spezia, p. 172,

34 Lena 1982, Nuovo Dizionario del Dialetto Spezzino.

35 Cfr. Moradei 2017, Fosdinovo in Lunigiana Della toponomastica storica e minore, Parmola (fosso), Pacini Editore, p. 115.

36 Dal lat. Parmula, forma di dissimilazione di ‘Palmula’ (a Palma, palma di mano), cfr. Walde-Hoffman 1998, Latinisches Etimologysches Wörterbuch Heidelberg, p. 240.

​37 Vilar 2017, Lenguas, Genes y Culturas en la Prehistoria de Europa y Asia Suroccidental, p. 348.

38 Si noti la singolare somiglianza con la forma dial. f. pramzàna, ‘parmigiana’ e il toponimo lombardo ‘Parmezzana’.

39 Patitucci – Uggeri 2007, Antiochia sull’Oronte nel IV sec. d. C., Il Parmenio, p. 66.

40 Vilar 2007, Lenguas, Genes y Culturas en la Prehistoria de Europa y Asia Suroccidental, p. 348.

 

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Abstract

The occasion of the 2200th anniversary of the foundation of the city has led me to deepen the investigation on the origins of t MoradeiMoradeiMoradei he toponym that some claim to derive from the latin parma, ae (gr. πάρμη, πάρμα, πάρμᾱ, dial. pärma / pèrma), “small and round shield”, convinced that such etymological hypotheses do not satisfy linguistics and toponymy rules. With this my contribution I would like to advance additional sustainable and “open-minded” hypotheses in the hope that in a future they can serve as a trigger for a constructive exchange of opinions among scholars and enthusiasts of the subject.

Il Termine del Gatto

l.d.: andùma al tèrem dal gāt.

Il “Termine del Gatto” è un termine confinario in buon stato di conservazione che si trova sul monte un tempo detto ‘il Pizzone’ posto ad un’altitudine di circa 1300 metri presso la Grotta Mora, località situata a poca distanza dal crinale del M. Molinatico, naturale spartiacque tra il bercetese ed il pontremolese.

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Pellegrini in Bassa Lunigiana: il Caso di Trepuncio e Xago

Lo studio fatto in collaborazione con la Professoressa Enrica Salvatori, docente di Storia Medievale all’UniPi, è stato di recente pubblicato da Almatourism. https://almatourism.unibo.it/article/view/7304/7419

L’articolo completo è disponibile per la consultazione on-line a questa pagina, mentre la versione in italiano è stata pubblicata su academia.edu e si può scaricare da questo link. Riporto qua sotto l’introduzione.

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